un Uomo (non) comune

“A sign of love”. È questo l’ultimo adesivo di Clet Abraham che intravediamo sui cartelli stradali ai margini delle vie del centro a Firenze. Amore che è rispetto, confronto, gioia e fantasia e che dovrebbe esplodere nelle strade, tra la gente, come l’arte di Clet. 

Lo incontriamo nel suo studio in via dell’Olmo a Firenze, nel quartiere di San Niccolò. Cartelli stradali, autovelox, stickers, dipinti e statue fanno da cornice alla chiacchierata. Seduti intorno alla sua scrivania si respirano arte, idee e progetti. 

E noi siamo curiosi di conoscere tutto (ma proprio tutto) della storia dell’artista francese.

Ciao Clet, grazie della disponibilità. Partiamo dalla tua arte, che è un’alternativa all’arte istituzionale e coinvolge più persone possibile. Quando è stato il momento in cui hai deciso di dedicarti alla produzione di adesivi per cartelli stradali?

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«Tutto nasce nel luglio 2010 da un’intuizione, combinando diversi elementi. Per prima cosa da una ricerca di comunicazione visuale. Fare arte è comunicazione visuale e i cartelli lo sono a maggior ragione. Sono un linguaggio visivo universale. Ho trovato intellettualmente interessante e divertente il tentativo di sintetizzare dei concetti che, in realtà, possono essere molto complessi. Per me l’arte è questo: comunicare dei contenuti validi e accessibili a tutti.

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